Adempimenti

Via libera al nuovo regolamento dell’Inpgi 2 in vigore dal 2020

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di Pietro Gremigni

Approvato dai Ministeri competenti il nuovo regolamento della gestione separata Inpgi (Inpgi 2) che entrerà in vigore il prossimo 1° gennaio 2020.

Si tratta di una riforma strutturale del regolamento che fissa la contribuzione e le prestazione dei soggetti che sono tenuti ad iscriversi all'Inpgi 2 che sono i giornalisti professionisti e pubblicisti iscritti negli appositi elenchi di categoria e i praticanti giornalisti iscritti nell'apposito registro che esercitano attività giornalistica autonoma di libera professione.

Le nuove regole incrementano gradualmente il contributo soggettivo e il contributo integrativo, allo scopo di garantire un miglioramento della prestazione pensionistica di circa il 30 per cento, così come indicato dalle news dell'Inpgi.

In particolare l'attuale contribuzione si incrementerà al 14% - per le sole fasce di reddito superiori a 24 mila euro annui lordi – dal 1° gennaio 2020.

E' stata incrementata anche la misura del contributo integrativo a carico dei committenti, che passa dal 2% al 4%.
La pensione potrà salire di importo in modo corrispondente essendo calcolata col sistema contributivo.

Altre prestazioni – Il nuovo regolamento prevede poi l'erogazione di una indennità di disoccupazione e una tutela infortunistica e a favore della maternità.
In particolare è stata deliberato l'introduzione di un'indennità di disoccupazione anche in favore dei giornalisti titolari di collaborazioni coordinate e continuative, anche a progetto, iscritti in via esclusiva alla Gestione separata dell'Inpgi, non pensionati e privi di partita IVA, che abbiano perduto involontariamente la propria occupazione. La prestazione è coperta da un contributo del 2%, per un terzo a carico del giornalista e per due terzi a carico del committente.

E' stata poi prevista una modifica all'attuale sistema di restituzione in forma capitale di quanto versato a titolo di contributi nel caso in cui non spetti una pensione autonoma. Tale facoltà è stata limitata agli iscritti il cui importo della pensione supplementare erogata dalla Gestione separata risulti inferiore al 50% dell'assegno sociale INPS, quando cioè non superi l'importo di circa 2.900 euro annui.

Infine sul fronte maternità è stata introdotto una specifica prestazione in caso di maternità a rischio – consistente nel pagamento di un'ulteriore mensilità della relativa indennità – e la previsione del pagamento di un trattamento di paternità in caso di assenza o impedimento della madre.

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