Rapporti di lavoro

Più informazioni per la gestione degli assegni nucleo familiare

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di Barbara Massara


L'Inps aggiorna l'applicativo per la consultazione degli assegni del nucleo familiare da parte di aziende e consulenti. Recependo le difficoltà e i dubbi operativi manifestati da più parti (si veda il Sole 24 Ore del 7, 10 e 16 maggio), l'Istituto ha reso disponibile in quest'ultima settimana di maggio una nuova versione dell'utility che implementata di nuovi campi e facilita l'acquisizione dei dati necessari per poter erogare gli assegni in busta paga.

L'aggiornamento riguarda entrambe le modalità di utilizzo della procedura e cioè sia la ricerca puntuale (per singolo dipendente e codice fiscale) che la ricerca massiva (per tutti i dipendenti dell'azienda). La prima è stata ampliata così da poter riguardare un periodo di durata massima pari a un anno in luogo del precedente periodo di 6 mesi. In questo modo l'azienda o il consulente avranno contezza dell'importo giornaliero e di quello massimo mensile spettante per ciascun mese, andando a ritroso di un periodo non superiore a un anno.

La ricerca massiva è stata invece implementata di un nuovo campo relativo al periodo di riferimento coperto dalla domanda di Anf, con indicazione della data di inizio e della data finale del periodo a cui si riferisce la richiesta (che per la maggior parte dei casi, salvo variazioni o assunzioni in corso d'anno, è compreso tra luglio e giugno dell'anno successivo).

L'indicazione del periodo complessivamente coperto dalla domanda è un dato essenziale per la gestione degli arretrati, in quanto consente agli operatori di sapere da quando decorre il diritto all'assegno e quindi poter verificare l'effettiva corresponsione degli arretrati.
Per poter fare agevolmente questo controllo è comunque indispensabile che le aziende ricevano dai propri dipendenti la comunicazione della domanda presentata ed accolta dall'Inps, comunicazione che lo stesso Istituto ha individuato come obbligatoria nel messaggio 1777/2019.

In questo modo le imprese e i loro consulenti potranno effettuare un controllo puntuale sulle nuove domande, quali risultanti dalla comunicazione obbligatoria dei lavoratori, verificando la coincidenza tra gli importi erogati in busta paga a titolo di arretrati e quelli risultanti dall'applicativo dell'Inps.

Per il resto, con periodicità mensile, gli operatori interrogheranno l'applicativo (con la nuova possibilità di fare una richiesta multipla, selezionando più matricole), e importeranno nella procedura paghe il flusso Xml da questa restituito, così da riconoscere in busta paga gli importi spettanti.

Il nuovo flusso Xml, nella versione aggiornata attualmente disponibile, include per ciascun dipendente gli importi giornalieri e mensili per ciascun mese incluso nella domanda, così che saranno poi le procedure a far scendere in busta paga solo gli importi del mese corrente di elaborazione e gli eventuali arretrati non ancora corrisposti (escludendo invece quelli relativi ai mesi già oggetto di erogazione).

Informalmente sembrerebbe anche che l'Inps abbia riconosciuto come non obbligatoria l'indicazione nel flusso uniemens di quei dati non più disponibili ai datori di lavoro (numero componenti nucleo, classe di reddito, numero tabella) e riferiti alle domande presentate telematicamente dal 1° aprile scorso.

Rimangono ancora dubbi su come gestire casi particolari, come quello del cambio datore di lavoro in quanto, essendo la domanda presentata all'Inps unica e non replicabile, il nuovo datore di lavoro dovrebbe essere informato della sussistenza di una domanda in corso di validità. Problematico da gestire potrebbe essere anche il caso dello spostamento del dipendente da una matricola a un'altra, considerato che nella domanda lo stesso ha dovuto indicare la “vecchia” matricola.

L'Istituto dovrebbe altresì chiarire che eventuali errori diversi da quello di erogazione di un importo superiore a quello estratto dalla procedura di consultazione non siano imputabili al datore di lavoro.

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