Adempimenti

Incentivi a rischio per le aziende in debito con l’Inps

immagine non disponibile

di Ornella Lacqua e Alessandro Rota Porta

Fari puntati sulla fruizione indebita dei benefici normativi e contributivi: è l’effetto delle verifiche che l’Inps ha avviato da questo mese di settembre, dandone comunicazione con il messaggio 3220/2017. Il piano dei controlli si innesta sul sistema di verifica della regolarità contributiva, tramite la piattaforma del Durc online.

Con il messaggio 3184/2016 l’Inps aveva già preannunciato l’avvio di una procedura per garantire che i sistemi di verifica usati per definire la condizione di regolarità, sancita dalle norme sul Durc “interno” (articolo 1, comma 1175, della legge 296/2006), fossero allineati al nuovo impianto di controlli della regolarità contributiva tramite la piattaforma Durc online, regolato dalla circolare 126/2015. Il Durc “interno” è appunto il documento unico di regolarità contributiva richiesto ai datori di lavoro per fruire di benefici normativi e contributivi, definito interno perché gestito dall’Inps per i benefici di competenza dell’Istituto, senza emettere alcuna documentazione.

Anche in vista dei nuovi incentivi alle assunzioni che potrebbero essere introdotti con la legge di Bilancio 2018, vale la pena di ripercorrere le condizioni poste alle aziende per fruire degli sgravi.

La regolarità contributiva

Il requisito generale riferito a tutte le tipologie di beneficio normativo o contributivo sul lavoro è il possesso del Durc, condizione che si traduce, oltre che nel rispetto degli obblighi contributivi, anche nell’osservanza degli accordi e contratti collettivi nazionali, territoriali e aziendali, laddove sottoscritti.

Per effettuare i controlli sulla regolarità contributiva, l’Inps si serve della procedura che immette autonomamente nel portale Durc online le istanze di verifica, come qualunque altro soggetto abilitato, attivandole per tutte le denunce Uniemens per le quali risultino in stato «emesso» note di rettifica con la causale «addebito art. 1, comma 1175, della legge 27 dicembre 2006, n. 296» e in relazione alle quali non sia mai stato notificato il preavviso di Durc interno negativo.

I datori di lavoro che si trovino in questa condizione dovranno quindi prestare attenzione a sanare le proprie posizioni debitorie (anche con istanza di dilazione) per non incorrere nel disconoscimento dei benefici.

Gli altri requisiti

I datori di lavoro che intendano beneficiare di agevolazioni devono anche inviare all’Ispettorato territoriale del Lavoro, tramite Pec (con modulistica ad hoc) e prima della richiesta di sgravio, una autocertificazione che attesti l’inesistenza a proprio a carico di provvedimenti amministrativi o giurisdizionali definitivi.

I datori di lavoro che godono di incentivi sulle assunzioni devono poi rispettare i paletti fissati dall’articolo 31 del Dlgs 150/2015:

non può fruire di agevolazioni il datore per il quale l’assunzione costituisce l’attuazione di un obbligo derivante dalla legge o dal contratto collettivo e questo vale anche per i lavoratori utilizzati dall’azienda tramite un contratto di somministrazione;

la seconda limitazione è il rispetto del diritto di precedenza nella riassunzione, stabilito dalla legge o dal contratto collettivo, e opera sia per i rapporti a tempo indeterminato, sia per quelli a termine. L’esclusione dall’incentivo vale anche nell’ipotesi in cui il datore di lavoro abbia fatto ricorso alla somministrazione senza prima aver offerto la riassunzione a un lavoratore che ne aveva diritto;

l’incentivo non spetta se il datore di lavoro o l’utilizzatore con contratto di somministrazione ha in corso sospensioni dal lavoro legate a crisi o riorganizzazione aziendale, a meno che l’assunzione, la trasformazione o la somministrazione non riguardino soggetti con livelli diversi da quelli dei lavoratori sospesi o siano effettuate in un’altra unità produttiva.

Infine, l’accesso ai bonus è negato quando il datore di lavoro che assume, o utilizza in somministrazione, ha assetti proprietari sostanzialmente coincidenti con quelli del datore di lavoro che ha licenziato il lavoratore nei sei mesi precedenti.

Leggi quali sono i paletti per chiedere i bonus

Per saperne di piùRiproduzione riservata ©