L'esperto rispondeRapporti di lavoro

Licenziamento per giusta causa della lavoratrice in maternità anticipata

di Josef Tschoell

La domanda

Caso: dipendente in interdizione anticipata dal lavoro per provvedimento ASL (gravidanza a rischio), il datore di lavoro scopre durante la sua assenza gravi atti commessi sul lavoro tutti provati e di volta in volta contestati alla stessa mediante lettera inviata per posta raccomandata. Dopo l'ennesimo "illecito" scoperto, il datore di lavoro esprime la volontà di cessare immediatamente il rapporto di lavoro e vuole procedere ad un licenziamento immediato. Esistono i presupposti normativi per poter procedere a tale interruzione del rapporto di lavoro pur essendo la lavoratrice in astensione anticipata? Qual'è l'iter corretto per non incorrere in problematiche con l'Ispettorato del Lavoro e tutelarsi contro rivendicazioni sindacali?

L’art. 54, D.Lgs. n. 151/2001 dispone che le lavoratrici non possono essere licenziate dall'inizio del periodo di gravidanza fino al termine dei periodi di interdizione dal lavoro nonché fino al compimento di un anno di età del bambino. Il divieto di licenziamento non si applica nel caso: a) di colpa grave da parte della lavoratrice, costituente giusta causa per la risoluzione del rapporto di lavoro; b) di cessazione dell'attività dell'azienda cui essa è addetta; c) di ultimazione della prestazione...