Previdenza

Centri per l’impiego in rete con software e banca dati unica

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di Giorgio Pogliotti e Claudio Tucci

Rafforzare la dotazione informatica e la connettività dei centri per l’impiego. Creare un software unico e costruire un sistema informativo del lavoro, attraverso l’effettiva integrazione di tutte le banche dati. Rafforzare gli organici, aumentando il personale e promuovendo lo sviluppo delle competenze.

Arrivano le prime indicazioni operative che il ministero del Lavoro ha scritto in un documento di sette pagine per iniziare a riformare, insieme alle Regioni, la rete dei centri per l’impiego con 1 miliardo l’anno dalla legge di Bilancio. Anche la casa entra tra i parametri da considerare per beneficiare del reddito di cittadinanza: si terrà conto dell’Isee (con riferimento all’importo del conto corrente, depositi, carte prepagate), e della proprietà di un bene immobiliare che verrà scomputata per la quota equivalente ad un affitto imputato. Spunta poi una novità: si considererà, in aggiunta, anche un capitale immobiliare del valore massimo di 30mila euro (terreno, box, seconda casa).

La misura che ancora è in fase di approfondimento tecnico e politico è destinata a pensionati, disoccupati e lavoratori “poveri”, a condizione che risiedano in Italia da almeno 5 anni ed abbiano un reddito inferiore ai 9.360 euro annui (per un single). Si partirà con la pensione di cittadinanza, che dovrebbe essere operativa dal primo bimestre 2019. Il meccanismo interverrà «ad integrazione» rispetto ad altre forme di reddito, fino a raggiungere la soglia mensile dei 780 euro (per una single). L’importo potrà salire in base ai componenti del nucleo familiare (1.170 euro per una coppia con due figli). La somma che sarà versata sulla carta di credito da spendere sul territorio italiano, non potrà essere utilizzata per le scommesse

Secondo la tempistica indicata dal vicepremier Luigi Di Maio, gli oltre 500 Cpi dovranno essere profondamente riorganizzati per far partire entro marzo il reddito di cittadinanza. Il timing, tuttavia, è considerato troppo stretto dagli assessori regionali al Lavoro, alla luce delle forti criticità che interessano la gran parte dei Cpi: il 50% ha una dotazione informatica carente, il 72% al Sud e nelle Isole, l’organico è insufficiente e formato solo per adempimenti di carattere burocratico-amministrativo, ma non per le politiche attive. Il documento del ministero, per un’iniziale fase transitoria, ipotizza l’incremento dell’organico attraverso una rete di soggetti pubblici e privati.

Il percettore del reddito di cittadinanza dovrà stipulare un patto di servizio con il centro per l’impiego e svolgere lavori di pubblica utilità per il proprio comune per 8 ore alla settimana. Alla terza offerta di lavoro rifiutata si perderà il reddito di cittadinanza, ma si potrà respingere una proposta per un posto lontano da casa. Dovrebbe restare l’attuale soglia di distanza dal domicilio di 50 km per chi percepisce un sussidio fino a 12 mesi (80 km oltre 12 mesi). Ma c’è molto da fare, considerando che è ancora raro che da un centro per l’impiego arrivi anche una sola offerta di lavoro.

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