Contrattazione

I bancari verso la proroga sulle libertà sindacali

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di Cristina Casadei

All’esecutivo dell’Abi di ieri, a Milano, il presidente del Comitato affari sindacali e del lavoro, Salvatore Poloni (condirettore generale del Banco Bpm), ha dato il calcio d’inizio della nuova stagione delle relazioni industriali del credito. Sul tavolo dei banchieri ci sono due temi: uno è il rinnovo del contratto degli oltre 300mila bancari, su cui le parti in giugno hanno condiviso una proroga della disdetta a fine anno, l’altro è invece il rinnovo dell’accordo sulle libertà sindacali. La rassegna dei temi non ha fatto ancora emergere delle priorità. L’Abi, ha spiegato Poloni al termine dell’esecutivo, non ha «ancora nessuna linea definita», anche se «è chiaro che dobbiamo accompagnare il momento di cambiamento che stiamo vivendo e quindi proviamo a lavorare un po’ su queste linee». I temi sono tanti, «c’è molto lavoro da fare che tra l’altro dovrà essere sviluppato collegialmente all’interno del Casl e poi condiviso dal comitato esecutivo seguendo anche le linee che verranno date», aggiunge Poloni. Il comitato di ieri, come trasferisce chi vi ha partecipato, si è svolto in un clima positivo, caratterizzato da forte compattezza delle banche. Certamente, guardando il calendario, ci sarà da decidere in tempi brevi come affrontare l’accordo sulle libertà. Disdetta? Proroga? Il tema è all’attenzione dei banchieri che sono in attesa di conoscere le riflessioni della controparte. Secondo indiscrezioni sindacali potrebbe essere seguito lo stesso percorso previsto per il contratto. Il punto di partenza è comunque nel testo del 2015 che oltre ad aver creato maggiore corrispondenza tra iscritti e permessi, aveva come punti saldi, ricorda il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni, «il diritto alle assemblee nelle piccole agenzie, quelle al di sotto di 3 lavoratori», e «il riconoscimento politico della firma sul contratto nazionale alle organizzazioni con più del 5% di iscritti», aggiunge Sileoni. Riprendendo quell’accordo le firme in calce sono quelle di Fabi, Fisac, First, Uilca, Sinfub, Unità sindacale Falcri Silcea, Ugl credito. Oggi le sigle al tavolo sono rimaste Fabi, Fisac, First, Uilca, Unisin. Sotto l’ala di Unisin sono confluite Falcri Silcea Sinfub, mentre diversa è la storia dell’Ugl che iscritto per iscritto è passata alla Fabi, primo sindacato del credito. Dopo che in novembre la Fisac Cgil avrà rinnovato il suo segretario generale - in rampa di lancio c’è Giuliano Calcagni - si potrà iniziare a definire la piattaforma su cui è comunque previsto un primo incontro dei segretari generali intorno a metà ottobre.

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