Contrattazione

Contratto bancari, un altro mese per l’agenda dei temi

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di Cristina Casadei

Si può guardare la trattativa per il rinnovo del contratto collettivo nazionale dei 300mila bancari della galassia Abi da molti punti di vista, ma, ad oggi, il grande assente al tavolo di confronto tra le imprese e Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca e Unisin è la piattaforma sindacale. Ieri, a Palazzo Altieri, a Roma, all’incontro interno del Casl, il comitato affari sindacali e del lavoro di Abi, guidato da Salvatore Poloni, è seguito un incontro sindacale in cui Abi ha proposto ai sindacati un’ulteriore sospensione, fino al 28 febbraio del 2019, dei termini al 31 dicembre 2018. Questa ulteriore proroga delle comunicazioni relative alla disdetta è agganciata all’individuazione di un calendario serrato di riunioni molto serrato a partire dall’11 febbraio , che saranno orientate a ricercare le tematiche di maggiore rilevanza, in attesa della piattaforma sindacale. I sindacati si sono riservati 24 ore per decidere il da farsi.

La faccenda è complicata, ma riavvolgendo il nastro degli ultimi mesi va detto che l’ultimo contratto dei bancari, quello siglato nel marzo del 2015, è scaduto il 31 dicembre del 2018. Le attuali regole individuavano nel 30 giugno 2018, sei mesi prima della scadenza, una data clou perché entro quella data o Abi avrebbe dovuto dare le previste comunicazioni, ossia la disdetta, i sindacati presentare la piattaforma e poi avviare i negoziati per il rinnovo del contratto, o, in assenza, vi sarebbe stato il tacito rinnovo contrattuale per un triennio. Dopo aver rispedito ad Abi la proposta di prorogare il contratto di un anno, i sindacati lo scorso giugno hanno condiviso con Abi di posticipare le cosiddette previste comunicazioni, ossia la disdetta, al 31 dicembre 2018, poi diventato 31 gennaio, ossia dopodomani. E che nelle prossime ore potrebbe diventare il 28 febbraio.

Di proroga in proroga, il contratto siglato nel 2015 sta così allungando la sua durata oltre le previsioni ma va detto che vi è stata una fase congressuale intensa e di cambiamento, non senza imprevisti. Prima il rinnovo della segreteria dei bancari della Cgil, oggi guidati da Giuliano Calcagni, e poi quello, avvenuto in corsa per la chiamata in segreteria confederale Cisl di Giulio Romani, di quelli della Cisl, oggi guidati da Riccardo Colombani. A chiudere questa fase il congresso di Bari della Cgil che ha eletto segretario generale Maurizio Landini, un’elezione su cui aveva espresso il suo favore anche la Fisac.

Al netto della fase congressuale, però, va aggiunto che, pur essendo state attivate le commissioni, secondo quanto emerso chiaramente all’ultimo consiglio nazionale della Fabi a Milano, la piattaforma, che dovrà essere il punto di partenza del rinnovo, ancora non c’è. E se anche fosse pronta per febbraio, come dice qualcuno, ci sarebbe poi la presentazione ai lavoratori da cui i sindacati devono acquisire il mandato. Quindi l’invio alla controparte sembra difficile che possa avvenire prima di aprile, se non maggio, visto l’accavallarsi di festività nel mese di aprile. Nel frattempo, in agenda, restano anche altri temi da discutere. Tra questi le agibilità sindacali che intersecano il tema della rappresentanza: anche in questo caso l’accordo era scaduto a fine 2018.

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