In un mercato del lavoro segnato da transizioni digitali, green e demografiche, la formazione continua è centrale per l'occupabilità: non solo per entrare nel lavoro, ma per restare e muoversi tra ruoli e settori. L'aggiornamento delle competenze è una leva strutturale per lavoratori e imprese; affrontiamo i principali nodi applicativi e proponiamo una lettura per casi-tipo di riqualificazione
La nozione di occupabilità ha progressivamente superato l'idea, oggi sempre più fragile, della "stabilità del posto" e si misura, piuttosto, nella capacità della persona di mantenere nel tempo una posizione spendibile sul mercato, quindi aggiornare competenze, adattarsi a nuovi processi, integrare strumenti digitali, riposizionarsi quando un settore rallenta o cambia. In questa cornice, la formazione continua non è più un "di più" per profili qualificati, ma un fattore di tenuta trasversale, laddove...
I punti chiave
- La formazione continua come presidio contro l’obsolescenza delle competenze
- Programmi e canali della formazione permanente: dall’aula alle piattaforme digitali
- Collaborazione pubblico–privato: quando riduce davvero il mismatch
- Adattabilità e aggiornamento: la competenza “madre” del lavoro che cambia
- Disuguaglianze di accesso e qualità: il rischio “formazione per pochi”
- Riqualificazione che funziona: due casi-tipo e le condizioni di successo
- Conclusioni



