Contrattazione

«Il salario minimo comprime dell’1,2% il Mol delle imprese»

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di Giorgio Pogliotti e Claudio Tucci

Con l’asticella del salario minimo orario fissata a 9 euro lordi si produrrebbe un duplice effetto: un beneficio economico per il 22% dei lavoratori del settore privato (esclusi settori agricolo e domestico) che oggi si trova sotto questa soglia (il 38% tra gli under 35 anni). Ma l’aumento della massa salariale aggiuntiva stimata intorno a 3,2 miliardi comporterebbe per le circa un milione e mezzo di imprese con dipendenti un aggravio di costo che, se non trasferito sui prezzi, porterebbe a una compressione intorno all’1,2% del margine operativo lordo e dello 0,5% del valore aggiunto, con un effetto negativo sulla capacità di investimenti.

Sono le due facce della stessa medaglia, evidenziate ieri, rispettivamente dall’Inps e dall’Istat, nelle audizioni alla commissione lavoro del Senato che sta esaminando due Ddl targati M5S e Pd sull’introduzione del salario minimo orario, fissato a 9 euro l’ora (nel primo caso netti e nel secondo al lordo di tasse e contributi). All’indomani della generale levata di scudi delle parti sociali, preoccupate dal rischio che possa comprimersi fortemente il ruolo della contrattazione che in Italia stabilisce i minimi retributivi per oltre il 90% dei lavoratori, i due istituti hanno quantificato l’impatto della misura sul mercato del lavoro. Che, come ha ricordato ieri l’Ocse, esiste in 28 dei 36 Paesi più industrializzati, ma il livello di 9 euro lordi per il salario orario minimo «sarebbe ad oggi tra i più elevati dei paesi Ocse» ha spiegato l’economista Andrea Garnero. Che ha aggiunto: «Sarebbe vicino al livello della Germania ma con livelli dell’economia italiana ben lontani da quelli tedeschi e costituirebbe l’80% del salario mediano, sarebbe tra i più alti tra i paesi Ocse anche se si guarda al potere d’acquisto, a livello del Lussemburgo». Nei Paesi Ocse i salari minimi variano tra il 40% e il 60% del salario mediano, in Italia ciò vorrebbe dire tra i 5 e i 7 euro l’ora. Per il direttore della direzione per l’occupazione Ocse, Stefano Scarpetta, il salario minimo «può essere uno strumento efficace», dipende da un insieme di fattori: «il livello, come viene definito, come evolve nel tempo e come si integra con altri strumenti».

Del resto anche l’Istat mette in guardia da un duplice rischio: «un salario minimo troppo alto potrebbe scoraggiare la domanda di lavoro o costituire un incentivo al lavoro irregolare», mentre un salario minimo troppo basso «potrebbe non garantire condizioni di vita dignitose». L’Istat fa notare che nell’introduzione del salario minimo in genere si applicano condizioni di esclusione o di riduzione per alcune categorie quali i giovani e gli apprendisti. Diversamente dall’Inps - che ha fatto le stime su una platea di oltre 5 milioni di lavoratori dipendenti sulla base delle dichiarazioni contributive di ottobre 2017 -, l’Istat guarda a tutti i lavoratori dipendenti stimando dall’introduzione del salario minimo orario di 9 euro lordi un incremento della retribuzione annuale per 2,9 milioni ovvero circa il 21% del totale dei lavoratori (2,4 milioni se si escludono gli apprendisti). Per questi lavoratori l’incremento medio annuale sarebbe pari a circa 1.073 euro pro-capite.

Dal presidente del Cnel, il giuslavorista Tiziano Treu, è arrivato un monito: «I minimi salariali devono tenere conto della dinamica della rappresentatività sindacale e datoriale». Proprio al Cnel è stato costituito un gruppo di lavoro sui perimetri e sulla rappresentatività datoriale: «In prima battuta emerge che qualunque normativa sui minimi salariali debba essere preceduta dalla definizione di regole su rappresentatività e perimetri contrattuali, anche in una logica di lotta alla pratica del dumping sociale», ha aggiunto Treu. «I minimi salariali fissati per legge e gli strumenti di efficacia erga omnes dei minimi fissati dai contratti collettivi, ancorché istituti ben distinti tra di loro, possono coesistere all’interno del medesimo ordinamento giuridico - ha concluso Treu -. Ma sarebbe auspicabile mantenere le due misure su binari ben distinti».

Salario minimo. Il confronto Ocse

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