Contrattazione

La scalata nei grandi studi legali da trainee a managing partner

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di Elena Pasquini

Associate, counsel, partner. Junior, senior, special, managing. Ruoli prerogativa degli studi legali e tax di grandi dimensioni, semplificati nei livelli gerarchici da commercialisti e consulenti del lavoro come anche nelle insegne domestiche di minor caratura.

Dalla crisi dei primi anni Duemila l’organigramma delle firm italiane di grandi dimensioni e internazionali si è arricchito di scaglioni intermedi. Un brillante neolaureato sui 26 anni può aspirare a diventare trainee, praticante, con compensi che nei grandi studi vanno dai 18mila euro nel primo anno fino ai 36mila lordi prima dell’esame di Stato. Cifre ben lontane da quelle censite nelle dichiarazioni presentate alla Cassa forense, che riflettono il gap con le piccole realtà locali di cui è costellata l’Italia.

Attorno ai 30 anni, con l’abilitazione in tasca, si passa ad essere associate. È la più ampia delle categorie dello studio – a ogni partner corrispondono da 5 a 25 associate – e nella fascia dei junior si percepisce una retribuzione sotto i 45mila euro. Se le performance sono positive, servono circa sei anni per passare da mid a senior associate con uno stipendio tra gli 80 e i 120mila euro, mentre si consolida la specializzazione in alcune materie e nel lavoro dentro team multidisciplinari e cross-border, oltre alla capacità di gestire situazioni complesse, tempi e stress.

Un gradino più in alto ci sono i counsel, connotati da elevata competenza e capacità di condividere mandati con i colleghi, ma senza un portafoglio clienti importante e consolidato che avalli la partnership. Ci sono, poi, gli of counsel e i general counsel (si veda la scheda a fianco).

La cesura maggiore tra i ruoli si percepisce nel passaggio all’equity. Se infatti il salary partner è uno stipendiato che riceve premialità, il partner equity è in ogni aspetto responsabile del buon andamento dalla firm. A partire dalla retribuzione, dipendente dalla quota di partecipazione detenuta (chiude la partita Iva) e liquidata attraverso anticipi mensili e conguagli (di solito) annuali e conseguenti all’approvazione del bilancio. Responsabili delle practice area e dei team di lavoro, questi partner gestiscono e sviluppano i clienti, devono raggiungere obiettivi di fatturato e di origination, contribuiscono alla reputazione dello studio.

Figura apicale è quella del managing partner, uno dei soci equity che al business affianca compiti gestionali. Un “direttore generale” che dedica dal 30 al 40% del suo tempo nei rapporti istituzionali e con i soci, ad alcuni aspetti amministrativi e di rappresentanza, per cui contratta una retribuzione ad hoc.

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