L'esclusione dei professionisti iscritti ad albi dall'ambito di applicazione delle collaborazioni etero-organizzate ai sensi dell'art. 2, comma 2, lett. b) del D.Lgs. 81/2015 è un tema cruciale e di grande attualità. L'articolo prende le mosse dalla tensione fondamentale che attraversa il sistema, analizzando il paradosso tra l'autonomia formale presunta del professionista e la sua crescente dipendenza sostanziale all'interno di strutture complesse.
Il sistema giuridico del lavoro è attraversato da una tensione fondamentale, che trova la sua massima espressione nella figura del professionista intellettuale iscritto a un albo. Da un lato, la legge attribuisce a questa figura una presunzione di forza contrattuale e autonomia, escludendola dalle tutele previste per le collaborazioni etero-organizzate; dall'altro, la realtà economica, soprattutto nelle grandi strutture professionali, delinea un quadro di crescente integrazione e dipendenza funzionale...
Argomenti
I punti chiave
- La forza espansiva della subordinazione e la funzione rimediale dell'art. 2 D.Lgs. 81/2015
- Lo scudo dell'albo professionale: logica, presupposti, funzionamento.
- Il pilastro presuntivo: la fictio iuris della forza contrattuale.
- Il pilastro deontologico: l'incompatibilità strutturale con la subordinazione.
- L'applicazione pratica dello scudo: certezza del diritto e il limite della sostanza.
- Caso concreto - senior associato e la neutralizzazione degli indici di etero‑organizzazione.
- Il limite dello scudo: la distinzione tra attività riservate e attività connesse
- Le attività riservate: il cuore della professione intellettuale.
- Le attività connesse o esecutive: il terreno della riqualificazione.
- La crisi della presunzione
- Il paradosso dell'equo compenso
- Conclusione e prospettive future




