Possibilità di gestire risorse aggiuntive, rispetto allo 0,30% versato dalle aziende a Inps, per ampliare le opportunità di formazione. Verifica e controlli periodici per garantire standard e livelli elevati di qualità. E ancora: più trasparenza sulle spese, che devono essere davvero finalizzate alla formazione dei lavoratori, e regole più chiare (e incisive) per valorizzare “chi lavora bene e velocemente” (e penalizzare, quindi, chi non lo fa). Con un decreto di 33 pagine, e quattro allegati tecnici...

Riproduzione riservata Ⓒ