Uno scenario “pulviscolare”, caratterizzato da una grandissima varietà di tipologie contrattuali: contratti a termine, contratti a chiamata, prestazioni d’opera varie ed eventuali. Qualcosa non esattamente all’insegna della più ampia tutela dei diritti dei lavoratori, insomma. E, a fare da sfondo, una considerazione del “tempo di lavoro” da rivedere. Perché, se ragioni soltanto di “giornate lavorate”, tieni fuori dal conteggio tutto il lavoro che si fa per preparare uno show che può durare settimane...

Riproduzione riservata Ⓒ