L'esperto rispondeRapporti di lavoro

Vitto e alloggio nel reddito autonomo: regime del rimborso analitico per il professionista ordinario

di Roberto Vinciarelli

La domanda

Il professionista ordinario (cioè in regime fiscale ordinario, non forfettario) addebita analiticamente in fattura al committente (impresa o società di capitali, ad esempio una S.r.l.) le spese di vitto e alloggio sostenute in Italia, a fronte di un incarico professionale conferito dallo stesso committente.Tali spese sono documentate da ricevute intestate al professionista e pagate in forma tracciabile (ad esempio, ricevuta di €1.000 intestata al professionista, al netto dell’IVA detratta al 10%).Quesiti:1. Le spese di vitto e alloggio rimborsate dal committente, in quanto addebitate analiticamente in fattura, devono essere assoggettate a ritenuta d’acconto del 20% da parte del committente?2. Il rimborso di tali spese costituisce per il professionista un compenso (quindi reddito imponibile) nell’anno 2025?3. Sul riaddebito di €1.000 per spese di vitto e alloggio:a. Deve essere applicato il contributo previdenziale integrativo del 4% (a titolo di rivalsa) da parte del professionista nei confronti del committente? In particolare, la base di calcolo per il contributo è costituita anche da tali rimborsi?b. Deve essere applicata l’IVA sul riaddebito delle spese di vitto e alloggio?

Le spese di vitto e alloggio indicate nel quesito sono sostenute in relazione a un incarico conferito al professionista ordinario (non in regime forfettario) e addebitate analiticamente in fattura (non in modo forfettario) al committente (impresa o S.r.l.).

Il professionista ha sostenuto l’onere del vitto e dell’alloggio a proprio nome (per un importo di 1.000 euro di spesa + 100 euro di IVA al 10%, detraibile) e ha riaddebitato analiticamente in fattura – in relazione al costo effettivamente sostenuto...