La Cassazione conferma la condanna per estorsione nei confronti di un datore di lavoro che aveva costretto un dipendente, approfittando del suo stato di bisogno e della posizione di subordinazione, ad accettare condizioni retributive e organizzative deteriori rispetto a quelle dovute.
La vicenda fattuale e il giudizio di merito
La Corte d'appello di Palermo, investita della vicenda in sede di annullamento con rinvio disposto dalla Corte di Cassazione, confermava la responsabilità dell'imputato, nella sua veste di datore di lavoro (titolare di una s.a.s.), per il delitto di estorsione ai danni di due dipendenti, condannandolo altresì al risarcimento dei danni in sede civilistica, con riferimento a condotte collocate temporalmente tra il 2015 e il 2016.
Specificamente, l'accusa ruotava attorno ad una sistematica compressione...


