Un medico era deceduto durante l'orario di lavoro per infarto e gli eredi, riconosciuta la causa di servizio, agivano anche per il risarcimento del danno. La domanda veniva rigettata dal Tribunale e dalla Corte d'appello, ma la Cassazione ribaltava il giudizio sulla base della accertata violazione del precetto di cui all'art. 2087 c.c. e sui conseguenti oneri probatori a carico azienda
I fatti di causa e il giudizio di merito
Gli eredi di un medico, deceduto nell'agosto del 2007 durante un turno di lavoro, convenivano a giudizio l'Azienda Sanitaria datrice, rappresentando che lo stesso aveva subìto il malore fatale alle ore 7 del mattino, dopo aver timbrato in entrata il giorno precedente alle ore 15.21.
Su istanza della coniuge superstite, parallelamente all'azione giudiziaria in esame, era già stato riconosciuto l'infortunio per causa di servizio, con liquidazione di equo indennizzo agli eredi.
Il Tribunale, in primo ...


