C’è chi ha puntato sull’innovazione radicale, e a questo fine ha deciso di “formare” i propri manager. Altre aziende, sempre con l’obiettivo di ripartire, hanno “scommesso” invece sull’economia green. Altre ancora sull’implementazione dello smart working, una modalità di lavoro (agile) destinata probabilmente, nei prossimi mesi, a ridisegnare uffici e organizzazione produttiva.
Si chiama «Insieme ripartiamo», il maxi intervento messo in campo da Fondirigenti, che ha approvato oltre mille progetti formativi, 1.092 per la precisione, proposti dalle aziende aderenti, stanziando un importo complessivo di 15,3 milioni di euro.
«La formazione è un’arma decisa per innovare processi e prodotti, e riagganciare così la ripresa economica - ha spiegato il presidente di Fondirigenti, Carlo Poledrini -. È indispensabile che, anche nell’immediato futuro, ci giungano le risorse necessarie per alimentare questa leva formativa. Dobbiamo, infatti, tutti essere convinti di quanto sia importante innovare e investire in conoscenza e competenze dei dirigenti, specie al Sud, che deve colmare il gap di competitività e innovazione rispetto al resto del Paese».
Dei 1.092 progetti approvati, 955 sono giunti da aziende del Centro-Nord e 137 da imprese meridionali. L’elevato numero di richieste ha reso necessario il raddoppio dello stanziamento inizialmente previsto, raggiungendo così i 15,3 milioni di euro, forte anche del principio del positivo trascinamento che la formazione porta con sé, quanto a investimenti aggiuntivi delle aziende. È stato, ad esempio, calcolato che 1 euro investito dal fondo in formazione dei dirigenti sulla digitalizzazione, contribuisce a generare ben 9 euro di domanda di formazione manageriale espressa dalle imprese.
Il possibile ritardo, legato all’emergenza Covid-19, nella ripartenza dei progetti formativi in aula non sarà un ostacolo. «Abbiamo deciso che, chi non vuole attendere oltre, possa godere subito in modalità digitale della formazione - ha aggiunto la dg di Fondirigenti, Costanza Patti -. Inoltre, per agevolare le imprese abbiamo anche stabilito di estendere di sei mesi il periodo accordato per lo svolgimento e la rendicontazione dei corsi. Una decisione indotta dalla comprensione di quanto sia delicato il momento che sta attraversando il nostro Paese e, dall’altra parte, di quanto sia rilevante la posta in gioco dal punto di vista formativo».

