L'installazione di sistemi di localizzazione satellitare (GPS) sugli automezzi aziendali è una pratica in rapida diffusione, motivata da esigenze di sicurezza del patrimonio, ottimizzazione della logistica e verifica delle trasferte. Tuttavia, essa intercetta il delicato equilibrio tra il potere direttivo e di controllo del datore di lavoro – che trova una delle sue espressioni più tipiche proprio nella gestione della flotta aziendale – e i diritti fondamentali del lavoratore alla riservatezza e alla protezione dei dati personali. L'equilibrio tra questi interessi contrapposti è garantito da un impianto normativo complesso, che combina il diritto del lavoro, il diritto della privacy e le disposizioni procedurali introdotte dall'Ispettorato Nazionale del Lavoro.

Il punto di partenza sistematico è l'art. 4 della Legge 300/1970 (Statuto dei Lavoratori), nella versione novellata dall'art. 23, D.Lgs. 151/2015, il quale disciplina l'utilizzo di "strumenti dai quali derivi anche la possibilità di controllo a distanza dell'attività dei lavoratori". La disposizione distingue due regimi: quello degli strumenti utilizzati esclusivamente per rendere la prestazione lavorativa (c. 2), sottratti al regime di garanzia del co. 1; e quello degli strumenti che, pur non avendo...

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