La falsa attestazione delle presenze, realizzata mediante omissione delle timbrature o inserimento di dati non veritieri nei sistemi aziendali, integra una condotta di particolare gravità idonea a giustificare il licenziamento, potendo il datore di lavoro utilizzare a fini disciplinari i dati raccolti attraverso i sistemi di rilevazione degli accessi e delle presenze. Questa la conclusione cui è giunta la Corte di cassazione con ordinanza 7985/2026, una decisione che conferma un indirizzo già abbastanza...
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