L’ultimo rapporto della Ragioneria generale dello Stato, pubblicato a luglio (si veda Nt plus lavoro di ieri) stima un aumento dei requisiti di tre mesi per l’accesso alla pensione nel biennio 2029-30 e ulteriori incrementi negli anni successivi, quale conseguenza dell’allungamento della speranza di vita. Infatti secondo le regole attuali, l’accesso alla pensione viene posticipato se la durata media della vita si allunga, ma se la prima rimane invariata o diminuisce (come durante la pandemia da Covid) i requisiti di pensionamento possono solo rimanere stabili.
Le proiezioni più recenti confermano quanto già contenuto nell’aggiornamento pubblicato a fine 2025 dalla Ragioneria e, seppur altamente probabili, non sono dati definitivi. Infatti per l’ufficialità si dovrà attendere un decreto ministeriale che sarà pubblicato entro la fine del 2027. Ma, a differenza di quanto avvenuto negli ultimi anni, a legislazione vigente nel 2029 gli incrementi si applicheranno a tutti i canali di pensionamento.
Successivamente alla riforma del 2011, ritenuta da più parti troppo rigida, sono stati introdotti alcuni elementi di flessibilità che non hanno suscitato interesse (ad esempio l’Ape volontario), altri che si sono dimostrati troppo onerosi per le finanze pubbliche (Quote 100-103), mentre opzione donna, preesistente e con successo crescente è stata eliminata. Invece l’Ape sociale è sopravvissuto.
Sempre quale forma di flessibilità a tutela di platee limitate, a partire dall’adeguamento dei requisiti del 2019 alcuni canali di pensionamento specifici sono stati esentati dagli aumenti. Tra questi, ad esempio, quelli dedicati ai lavoratori precoci e agli addetti a mansioni usuranti, ma sono state introdotte agevolazioni anche per la pensione di vecchiaia. Infatti ancora oggi alcuni lavoratori possono accedere a quest’ultima a 66 anni e 7 mesi di età. Oltre a ciò, con la legge di Bilancio 2026 sono state introdotte altre deroghe rispetto agli aumenti già definitivi per il 2027-28, portando lo sconto, in alcuni casi, fino a 8 mesi (i 5 non applicati nel 2019 e gli ulteriori 3 del prossimo biennio). Tutto ciò ha frammentato ulteriormente il quadro dei requisiti di accesso ai principali canali di pensionamento (si veda la tabella).
Però gli effetti di queste eccezioni si concluderanno nel 2028, salvo ulteriori interventi normativi. Quindi nel 2029 si dovrebbe assistere a un incremento generalizzato dei requisiti, per tutti i canali di pensionamento e per tutte le categorie di lavoratori. Senza perdere i benefici accumulati da alcuni nel corso di questi anni.

