In tema di "tempo tuta", la Cassazione ha consolidato il principio per cui, se la vestizione/svestizione è imposta – anche implicitamente – dal datore di lavoro, essa integra orario di lavoro e va retribuita, distinguendo però tra qualificazione giuridica del tempo e suo trattamento economico.
L'ipotesi di rinnovo del CCNL Unionchimica Confapi recepisce tale orientamento, qualificando la vestizione come orario di lavoro ma stabilendo che, entro il limite di 10 minuti giornalieri, essa non comporti incidenza retributiva ulteriore, prospettando una soluzione innovativa destinata a essere verificata sul piano sindacale e giudiziale
La centralità dell’orario di lavoro nel rapporto subordinato
Come noto, nella disciplina del rapporto di lavoro subordinato, la questione "orario di lavoro" continua ad assumere, anche nelle modalità di esecuzione più innovative (cfr. art. 18, comma 1 L. 81/2017), un peso specifico assoluto, trattandosi di elemento essenziale (cfr. D.Lgs. 104/2022) sotto almeno tre fondamentali profili: quale tipica estrinsecazione del potere direttivo e, segnatamente (con eccezione dei contratti part-time. Cfr. C. Cost. 11 maggio 1992, n. 210), di distribuire la prestazione...


