Il decreto 1° maggio definisce il salario giusto come trattamento economico complessivo ancorato ai CCNL delle organizzazioni comparativamente più rappresentative; introduce un sistema pubblico di monitoraggio retributivo affidato a CNEL, INPS, ISTAT e INL, con raccolta integrata dei dati e un Rapporto annuale sulle retribuzioni; rafforza la trasparenza imponendo l'indicazione del codice alfanumerico del CCNL in offerte di lavoro, lettere di assunzione e cedolini; prevede un meccanismo automatico di adeguamento salariale dopo 12 mesi di mancato rinnovo
Il Decreto-Legge 30 aprile 2026, n. 62, recante "Disposizioni urgenti in materia di salario giusto, di incentivi all'occupazione e di contrasto del caporalato digitale", in vigore dal 1° maggio 2026 (cd. Decreto Lavoro 1° maggio), dedica i propri articoli da 7 a 11 al nucleo più innovativo — e al tempo stesso più problematico — dell'intervento normativo: la definizione del salario giusto, la costruzione di un sistema istituzionale di monitoraggio retributivo e la disciplina dei rinnovi contrattuali...


