La Cassazione affronta il tema del demansionamento protratto nel tempo e dei criteri di accertamento del danno alla professionalità, con particolare riferimento a fattispecie anteriori all'entrata in vigore del D.Lgs. 81/2015. Muovendo da una vicenda caratterizzata da una progressiva e articolata modifica delle mansioni di un quadro direttivo bancario, la Suprema Corte ribadisce la necessità di una valutazione in concreto dell'equivalenza delle mansioni, ancorata alla professionalità effettivamente acquisita dal lavoratore e al contenuto sostanziale degli incarichi assegnati.

Cass., sez. lav., ord. 20 gennaio 2026, n. 1195 

Il fatto e il giudizio di merito

La controversia in esame trae origine dal ricorso proposto da un dipendente di un istituto di credito, inquadrato con qualifica di quadro direttivo di terzo livello, il quale esponeva di avere svolto, sino all'ottobre 2008, l'incarico di responsabile dell'ufficio recupero crediti per le regioni Emilia-Romagna, Marche e Triveneto.

Il lavoratore deduceva che, a partire da tale data, le mansioni gli fossero state più volte modificate in senso peggiorativo: dapprima con l'assegnazione al centro recupero...

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