La riforma della dilazione contributiva (L. 203/2024) amplia l'accesso alla rateazione ma l'attuazione INPS introduce criticità. Il divieto regolamentare di compensazione appare in contrasto con la gerarchia delle fonti e i principi di legalità e proporzionalità. Ulteriori rischi derivano dalla gestione della correntezza contributiva e dall'assenza di regole procedurali uniformi per la revoca e la seconda dilazione, con disparità territoriali e aumento del contenzioso.

La riforma introdotta dall'art. 23 della legge 203/2024 ha attribuito a INPS e INAIL il potere di concedere la dilazione dei debiti contributivi fino a sessanta rate, prevedendo che un decreto interministeriale definisca i casi applicativi e demandando agli enti la disciplina dei requisiti e delle modalità di pagamento, senza tuttavia poter rinviare a un decreto già esistente.

In tale quadro, l’art. 9, c. 5 del Regolamento INPS del 25 febbraio 2026, ha introdotto il divieto assoluto di pagamento delle...

Riproduzione riservata Ⓒ

Argomenti