L'analisi della disciplina relativa alla disdetta e al cambio del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) e del contratto aziendale richiede un esame approfondito dei principi che governano l'autonomia collettiva, i limiti all'esercizio della libertà negoziale del datore di lavoro e la tutela delle prerogative sindacali. La giurisprudenza recente, influenzata da importanti pronunce della Corte Costituzionale, ha delineato un quadro complesso in cui la libertà di scelta del datore di lavoro si confronta con il divieto di condotte antisindacali (art. 28, L. 300/1970) e con il principio di effettività della rappresentanza sindacale.

La natura privatistica e la temporaneità del vincolo collettivo

Nel sistema delle relazioni industriali italiano, il contratto collettivo di lavoro, sia a livello nazionale (CCNL) che aziendale, rappresenta la principale fonte di regolamentazione dei rapporti di lavoro. A seguito della mancata attuazione dell'art. 39 della Costituzione, il contratto collettivo ha assunto una natura giuridica di atto negoziale e privatistico, la cui efficacia vincolante è limitata ai soggetti (datori di lavoro e lavoratori) iscritti alle associazioni stipulanti o a coloro che, ...

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