L'accesso del datore di lavoro alle e-mail aziendali assegnate ai dipendenti si colloca oggi in un'area ad alto rischio giuridico. Il Garante privacy considera la casella nominativa presuntivamente riservata, imponendo la disattivazione alla cessazione del rapporto e vietando la lettura dei messaggi. La giurisprudenza europea e alcune autorità straniere adottano invece un approccio più flessibile, fondato su informativa e proporzionalità. Restano aperte criticità operative, soprattutto in caso di esigenze di sicurezza informatica e continuità aziendale

Accesso alle e-mail aziendali: un terreno normativo ad alto rischio

La possibilità per il datore di lavoro di accedere all'account di posta elettronica assegnato individualmente al dipendente (tipicamente nome.cognome@azienda.it) è diventato, oramai, un percorso a ostacoli tra limiti imposti dalla normativa a tutela dei dati personali (in primis, il Regolamento generale sulla protezione dei dati c.d. "GDPR"), previsioni dello Statuto dei lavoratori e limiti tracciati dal Garante della privacy.

Il nodo gordiano ruota - in larga parte - attorno al convincimento (e alle...

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