Il contributo affronta il nodo interpretativo dell'art. 4 dello Statuto dei lavoratori nell'era digitale, concentrandosi sui sistemi di timbratura tramite dispositivi mobili dotati di funzionalità di geolocalizzazione. Muovendo dalla distinzione funzionale tra strumenti destinati alla sola registrazione delle presenze e strumenti idonei al controllo a distanza dell'attività lavorativa, il contributo indaga se e in che misura il passaggio da una localizzazione geografica sporadica a una rilevazione continuativa e dettagliata degli spostamenti possa fungere da criterio distintivo tra l'ambito del comma 2 e quello del comma 1 dell'art. 4 dello Statuto dei lavoratori. Vengono analizzati i principali modelli tecnici e il regime di utilizzabilità dei dati ex comma 3, in coordinamento con i principi di trasparenza, minimizzazione e privacy by design del GDPR, offrendo una tassonomia operativa destinata alla prassi applicativa.
Premessa: la questione interpretativa
Il crescente utilizzo di strumenti digitali per rilevare le presenze in azienda ha imposto una profonda revisione dei tradizionali criteri interpretativi dell'art. 4 della legge 20 maggio 1970, n. 300. Per anni l'attenzione si è concentrata quasi solo sui sistemi di videosorveglianza e sui GPS installati sulle auto aziendali.
Oggi, invece, la diffusione dei dispositivi digitali mobili come strumenti di lavoro ha spostato il centro del dibattito su situazioni nuove, in cui un unico apparato concentra...


