La Cassazione torna sul rapporto tra superminimo individuale e uso aziendale, confermando che il reiterato, mancato assorbimento degli aumenti retributivi può integrare una prassi aziendale favorevole, idonea a incidere stabilmente sui rapporti individuali. La sentenza valorizza la natura di fonte sociale dell'uso aziendale, distinta dal mero atto di liberalità e non riconducibile a una semplice scelta discrezionale del datore. Ne deriva che l'assorbibilità naturale del superminimo può essere esclusa non solo da un patto individuale o collettivo, ma anche da un comportamento aziendale costante e generalizzato. Il datore può recedere dall'uso, ma solo mediante una manifestazione chiara, univoca e conoscibile dalla collettività dei lavoratori.

Cass., sez. lav., 21 luglio 2026, n. 23704

Il fatto e il giudizio di merito

Un lavoratore aveva convenuto in giudizio la s.p.a. datrice, operante nel settore delle telecomunicazioni, chiedendo che fosse dichiarata l'illegittimità dei provvedimenti con i quali la società aveva assorbito le somme corrisposte a titolo di superminimo individuale ad personam e di Elemento retributivo separato (ERS).

Il dipendente aveva domandato, in particolare, il ripristino delle voci retributive eliminate, la restituzione delle somme trattenute e l'accertamento del carattere ormai non...

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