Gli aumenti previsti per l’assegno unico universale, previsti dalla legge 197/2022 (Bilancio 2023) ed evidenziati nella circolare Inps 41/2023 (si veda il Sole 24 Ore dell’8 aprile) verranno riconosciuti automaticamente con effetto retroattivo a partire dallo scorso gennaio.
In una nota diramata ieri l’Istituto ha anche comunicato un aggiornamento delle modalità di pagamento dell’assegno. Dal 10 al 20 di ogni mese, infatti, grazie a un’istruttoria semplificata delle domande di assegno unico, verrà corrisposto l’importo degli assegni che non hanno subito variazioni rispetto al mese precedente, mentre dal 20 al 30 sarà versato l’importo per le nuove domande giunte nel mese precedente e per gli assegni che nello stesso lasso di tempo abbiano subito variazioni a causa di mutamenti delle condizioni del nucleo beneficiario dell’Isee.
Nella circolare 41
Sul fronte degli incrementi, la circolare 41 ha fornito alcuni esempi utili per capire in quali casi si ottiene l’aumento e quanto ci si può aspettare.
Figli minori di un anno
I primi a essere agevolati sono i nuclei con un figlio di età minore di un anno: per essi l’assegno è incrementato del 50% per centro. Nel documento, in proposito, si fa il caso di una famiglia con Isee pari a 15 euro con due bambini, nessuno dei quali disabile: il primo di 14 anni, il secondo nato a dicembre 2022 (dunque minore di un anno). In questo caso, grazie all’aumento previsto per i figli minori di un anno, l’assegno a gennaio 2023 passa dai precedenti 175 a 283,80 euro mensili, mentre resta invariato l’importo di 189,20 euro per il primo figlio di 14 anni.
Nuclei numerosi
Il secondo incremento è previsto per i nuclei familiari numerosi. In questo caso si prevede un incremento del 50% dell’assegno in favore delle famiglie con Isee non superiore a 43.200 euro e con tre o più figli a carico, limitatamente ai figli di età fra uno e tre anni. La circolare riporta l’esempio di un nucleo familiare, con Isee pari a 25mila euro, composto da 3 figli, dei quali nessuno disabile: il primo ha 25 anni e convive con i genitori, il secondo 14 anni e il terzo 2 anni. In questo caso, per il figlio maggiore non c’è alcuna erogazione, per il secondo l’assegno è di 144,90 euro mensili, mentre per il terzo si passa da 144,90 a 217,35 euro mensili grazie appunto alla legge di Bilancio. A ciò si aggiunge la maggiorazione (questa già prevista) per i figli successivi al secondo, pari a 67 euro.
In secondo luogo, per le famiglie con almeno quattro figli a carico, si prevede che l’erogazione ulteriore disposta in questi casi, pari a 100 euro, aumenti a 150 euro.
Figli disabili
Gli ultimi beneficiari delle novità previste dalla legge 197/2022 sono, infine, le famiglie con figli disabili. In questo caso, più di maggiorazioni vere e proprie, si è trattato di rendere definitive alcune previsioni transitorie che, senza l’intervento normativo a breve sarebbero state rimosse o ridotte nell’ammontare. Alla luce di ciò, la circolare conferma che, da gennaio 2023 e in futuro, ai nuclei con figli disabili - senza limiti di età - è corrisposto l’assegno unico con importo fino a un massimo di 189,20 euro per Isee inferiore o uguale a 16.215 euro e che le maggiorazioni previste in relazione al grado di disabilità per i figli maggiorenni (fino al compimento di 21 anni) sono stabilmente equiparate a quelle dei figli minorenni. Inoltre, l’incremento dell’assegno previsto per i nuclei familiari che ricomprendono un figlio a carico con disabilità resterà sempre lo stesso (120 euro) anziché ridursi di un terzo nel 2023 e di due terzi nel 2024, come era stato previsto.
Per spiegare tutte queste modifiche, la circolare riporta l’esempio di un nucleo con 3 figli: 2 minorenni (età maggiore di 3 anni) di cui uno con disabilità grave, e un figlio maggiorenne di età inferiore a 21 che frequenta un corso di laurea. L’Isee 2023 è pari a 20mila euro. In questa ipotesi, l’assegno mensile è di 169,70 euro per ciascun figlio minorenne; 82,60 per il figlio maggiorenne, 102,70 per il figlio minorenne con disabilità grave; 81 euro a titolo di maggiorazione per figlio ulteriore al secondo, per complessivi 605,70 euro, ai quali si può eventualmente aggiungere l’ulteriore maggiorazione con l’incremento di 120 euro mensili per la presenza di un figlio disabile.

