Il D.L. 30 aprile 2026, n. 62, convertito con modificazioni dalla Legge 25 giugno 2026, n. 112, introduce il «salario giusto» elevando a norma il rinvio alla contrattazione comparativamente più rappresentativa. Un'analisi tra la Direttiva UE 2022/2041, gli articoli 36 e 39 della Costituzione, e il nodo irrisolto della rappresentatività sindacale.

Legge 25 giugno 2026, n. 112 (G.U. 27 giugno 2026, n. 147)

Il 30 aprile 2026 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto Legge n. 62, ribattezzato «decreto Primo Maggio», che introduce nell'ordinamento italiano un istituto finora sconosciuto al diritto positivo sebbene già familiare alla magistratura: il «salario giusto»[1].

La formulazione è nuova, la sostanza meno: l'articolo 7 di tale decreto, oggi confermato con importanti precisazioni dalla legge di conversione...

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