La libera circolazione dei lavoratori rappresenta uno dei principi fondamentali dell'Unione europea e costituisce uno strumento essenziale per favorire l'occupazione e rispondere alle esigenze delle imprese. Tuttavia, il trasferimento in un altro Stato membro non garantisce necessariamente un inserimento professionale coerente con il percorso formativo e con le competenze possedute. Una recente analisi europea ha evidenziato come, una quota significativa di giovani lavoratori mobili svolga attività inferiori al proprio livello di qualificazione o estranee al settore di studi, con effetti che incidono sia sulle prospettive professionali individuali sia sull'efficienza complessiva del mercato del lavoro.
Premessa
Negli ultimi anni la mobilità internazionale all'interno dell'Unione europea ha assunto un ruolo sempre più rilevante nelle politiche occupazionali, laddove la possibilità di lavorare in un altro Stato membro rappresenta uno strumento fondamentale per favorire l'incontro tra domanda e offerta di lavoro, ridurre gli squilibri territoriali e consentire ai lavoratori di cogliere nuove opportunità professionali.
L'esperienza concreta dimostra, tuttavia, che il trasferimento geografico non coincide automaticamente...


