La Cassazione conferma la legittimità del licenziamento disciplinare intimato a un dipendente formalmente inquadrato come impiegato, ma ritenuto, sulla base dell'interdittiva antimafia e di ulteriori atti di prevenzione, soggetto dotato di un ruolo sostanziale di dominio e condizionamento all'interno della società datrice di lavoro. La pronuncia non attribuisce all'interdittiva antimafia un effetto automaticamente espulsivo, ma valorizza il contenuto documentale degli atti amministrativi e giudiziari quali elementi idonei a ricostruire la reale posizione del lavoratore nell'impresa.

Cass., sez. lav., ord. 14 maggio 2026, n. 14273

La vicenda: il licenziamento nel contesto dell’interdittiva antimafia

La decisione riguarda un lavoratore dipendente di una società operante nel settore della raccolta rifiuti per conto di numerosi Comuni del territorio ionico. Dopo l'arresto e la sottoposizione a misura cautelare personale, il dipendente aveva ottenuto un periodo di aspettativa di sei mesi. Prima della scadenza, tuttavia, la società avviava un procedimento disciplinare, concluso con licenziamento nel settembre 2023.

Nel frattempo, il Prefetto di Taranto aveva emesso interdittiva antimafia nei confronti...

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