Per decenni ci disinteressiamo delle regole comunitarie, poi, quando veniamo bacchettati dalla Corte di giustizia, un eccesso di zelo ci porta a strafare.

Potrebbe essere questa, in uno spazio poco più lungo di un tweet, la sintesi della vicenda che riguarda il legame tra licenziamento dei dirigenti e procedura collettiva.

Il nostro ordinamento ha sempre portato avanti un principio: i manager non vanno inclusi nelle procedure di riduzione del personale, perché il loro rapporto nasce e si risolve sul piano individuale.

Quando la Corte di giustizia europea, nel febbraio scorso, ha ritenuto che tale principio non fosse compatibile col diritto comunitario, avremmo potuto sanare il vuoto venutosi a creare in modo molto semplice, includendo anche i rappresentanti sindacali dei dirigenti tra i destinatari della procedura (ovviamente, nei casi in cui ci fossero stati degli esuberi tra i manager).

La legge europea non si è limitata a fare questo, ma è andata oltre. Ha incluso i manager nella base di computo del personale che fa scattare la procedura sindacale - ragion per cui, rompendo un principio tipico del nostro ordinamento, per il calcolo della soglia dei 15 dipendenti va incluso ora anche il personale dirigenziale - e, soprattutto, ha previsto l'obbligo di applicare i criteri di scelta anche per questi lavoratori.

Se un'azienda deciderà di sopprimere, ad esempio, l'ufficio paghe (perché lo esternalizza), il dirigente eventualmente a capo della linea produttiva dovrà essere comparato con altri soggetti che sono a capo di altre linee affini e potrà essere licenziato solo quello risultante dalla graduatoria ottenuta sommando anzianità aziendale e carichi di famiglia.

Con la conseguenza che potrebbero venire fuori risultati del tutto paradossali (ad esempio, dovrò licenziare il dirigente di un'altra area e spostare su questa quello che presiede l'ufficio paghe).

La sentenza della Corte e la normativa comunitaria non dicevano nulla al riguardo, ci siamo andati a cacciare noi in questo vicolo cieco, che produrrà, tanto per cambiare, poche tutele e molti conflitti.

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