Il silenzio del lavoratore sulla propria condizione di disabilità non è elemento idoneo a ridurre l’entità del risarcimento dovuto in caso di licenziamento discriminatorio. Lo ha affermato la Corte di cassazione, con sentenza 4623/2026, pronunciandosi su un caso di licenziamento per superamento del periodo di comporto, intimato a una lavoratrice affetta da disabilità senza previamente verificare - pur in presenza di plurimi elementi sintomatici - se le assenze per malattia fossero causalmente connesse...

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