L'evoluzione demografica rende sempre più frequente la collaborazione tra lavoratori giovani e lavoratori anziani nei contesti di lavoro. Questa dinamica si sovrappone ad un regime di tutele antidiscriminatorie che considera principalmente il lavoro giovanile mentre l'inserimento di personale anziano è supportato solo da alcune agevolazioni economiche, comunque meno rilevanti di quelle riferite ai giovani. La gestione del rapporto di lavoro del personale anziano è inoltre complicata da tematiche di sicurezza sociale, formazione, innovazione tecnologica, che tendono a giustificare anche alcune regole speciali di uscita per i lavoratori maturi. Manca probabilmente una strategia normativa complessiva, per il governo della complessa tematica generazionale riferita ai rapporti di lavoro.

1. Premessa

Il diritto del lavoro è, tra i rami dell'ordinamento, il più avvezzo a considerare il fattore anagrafico nella regolazione del mercato e del rapporto di lavoro. Infatti, se per il diritto civile la persona che ha raggiunto la maggiore età è tendenzialmente considerata un soggetto giuridicamente neutro (in quanto l'età rileva tendenzialmente solo ai fini della capacità di agire), nella disciplina dei rapporti di lavoro il dato anagrafico opera in una duplice veste: esso è, al tempo stesso, fattore...

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