La regolamentazione legislativa antidiscriminatoria è di matrice internazionale/UE ma ha assunto rilevanti declinazioni operative nell'ordinamento nazionale, in applicazione anche di principi costituzionali. L'articolazione creata dalla produzione normativa italiana è attualmente molto ampia ed articolata nonché in continua evoluzione, unitamente alla giurisprudenza correlata. Rispetto ad altre categorie di lavoratori svantaggiati, le tutele si articolano non tanto in forme di incentivazione all'assunzione quanto nei rimedi sanzionatori e processuali avverso il rischio di trattamenti discriminatori, coprendo efficacemente l'intero percorso lavorativo, dalla fase pre-assuntiva a quella di risoluzione del rapporto.
1. La disciplina europea e la disciplina nazionale di tutela contro le discriminazioni razziali
1.1. Il quadro europeo: la direttiva 2000/43/CE e la direttiva 2000/78/CE
Il contrasto alle discriminazioni fondate sulla razza e sull'origine etnica trova il suo fondamento normativo sovranazionale primario nella direttiva 2000/43/CE del Consiglio del 29 giugno 2000, che attua il principio della parità di trattamento fra le persone indipendentemente dalla razza e dall'origine etnica. L'obiettivo dichiarato dalla direttiva è quello di «stabilire un quadro per la lotta alle discriminazioni...


