Il contributo esamina il sistema di vigilanza introdotto dal D.L. 30 aprile 2026, n. 62, mettendo in luce il passaggio da un modello di controllo prevalentemente reattivo a un'architettura di sorveglianza proattiva e algoritmica, volta ad assicurare l'effettività del principio di salario giusto sancito dall'articolo 7 del medesimo decreto. L'attenzione è rivolta, in particolare, ai pilastri normativi di questo nuovo sistema integrato di vigilanza algoritmica sui salari – interoperabilità delle banche dati e monitoraggio automatizzato – evidenziandone tanto le potenzialità innovative quanto le complesse criticità operative e sistemiche che ne derivano.

D.L. 30 aprile 2026, n. 62 (G.U. 30 aprile 2026, n. 99) - Artt. 7-11

L’architettura algoritmica di vigilanza retributiva: interoperabilità e monitoraggio

Il D.L. 30 aprile 2026, n. 62 (decreto 1° maggio) costruisce un nuovo sistema di vigilanza sistemica, fondata su meccanismi di sorveglianza capillare e preventiva.

Non si basa più solo su verifiche occasionali, legate alla presenza fisica dell'ispettore in azienda, ma su uno sguardo continuo e diffuso, esercitato tramite algoritmi che incrociano automaticamente grandi quantità di dati provenienti da banche dati diverse (previdenziali, statistiche, ispettive, contrattuali). 

In questo scenario...

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