L'articolo esamina la disciplina speciale dell'orario di lavoro dei marittimi, ricostruendo il quadro multilivello delle fonti internazionali, europee, nazionali e collettive. L'analisi si sofferma sulle nozioni di orario di lavoro e di riposo a bordo, sui limiti massimi di impiego e sui minimi di riposo giornaliero e settimanale, nonché sul ruolo delle emergenze. L'indagine mette in evidenza come la permanenza continuativa a bordo e l'esigenza di garantire il servizio sulle 24 ore impongano una diversa misurazione dei tempi di lavoro e di riposo, nella prospettiva di prevenire l'affaticamento e, al contempo, di assicurare la continuità dell'esercizio della nave.

Il lavoro marittimo come rapporto speciale e l’incidenza sull’organizzazione del tempo di lavoro

Il rapporto di lavoro marittimo si caratterizza, nell'ordinamento italiano, per una marcata specialità rispetto al diritto del lavoro comune, che si riflette sia sulle fonti applicabili sia sulla concreta organizzazione dell'orario di lavoro e dei riposi[1].

Tale principio è costantemente affermato dalla Corte di Cassazione, la quale riconosce alla disciplina del lavoro nautico la natura di legislazione speciale ...

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