Il trasferimento di dirigenti, manager e personale specializzato negli Stati Uniti richiede una pianificazione che non può essere limitata alla sola individuazione del visto applicabile. L'espatrio costituisce un processo articolato, nel quale la definizione delle funzioni da svolgere, la ricostruzione dei rapporti societari, la raccolta della documentazione e il coordinamento tra la fase amministrativa dinanzi all'USCIS e quella consolare devono essere inseriti in un calendario coerente con gli obiettivi dell'impresa. Ritardi, richieste integrative e incoerenze tra il progetto aziendale e la posizione rappresentata alle autorità possono compromettere l'avvio dell'investimento e produrre conseguenze anche sui successivi trasferimenti. Si analizzano le principali fasi dell'operazione, soffermandosi sulle tempistiche autorizzative, sulla gestione delle Request for Evidence, sugli errori più frequenti e sulla necessità di una governance condivisa tra risorse umane, funzione legale e management.
Premessa
La decisione di trasferire un lavoratore negli Stati Uniti è spesso rappresentata come un problema essenzialmente migratorio, da affrontare una volta individuata la persona chiamata a ricoprire il ruolo presso la società americana. Una simile impostazione trascura, tuttavia, la complessità dell'operazione, laddove il titolo di ingresso costituisce soltanto uno degli elementi di un processo più ampio, nel quale devono essere coordinati il progetto imprenditoriale, la struttura societaria, le esigenze...


