La mission di “Fondazione Aidp lavoro e sostenibilità” è valorizzare le risorse che oggi sono escluse o ai margini del mondo del lavoro, ma che possono essere utili per le organizzazioni e sostenere e promuovere la cultura del lavoro e la crescita delle persone ed il loro benessere facilitando l’inserimento di tutti i lavoratori anche fragili attraverso modalità che consentano la valorizzazione di tutte le competenze in un contesto che è in continuo cambiamento.
Siamo consapevoli che il lavoro sostenibile ed il benessere delle persone sono il cardine della società civile. Responsabilità sociale per Fondazione Aidp vuol dire impegnarsi per combattere gli sprechi di competenze, di energia, di comprensione, di motivazione, di mancata collaborazione. Vogliamo fare pace con il lavoro. In particolare, crediamo nel lavoro “buono”, che è quello grazie al quale le persone si possono esprimere appieno.
In questa direzione abbiamo firmato un Protocollo con il Cnel nell’ambito del progetto Recidiva zero e abbiamo dato il via a una collaborazione molto concreta che ci ha permesso di programmare un road show in vari territori regionali il cui obiettivo è mettere in condizione chi si occupa di Persone – gli Hr Manager, i direttori del personale, eccetera – di essere informati e formati su come si fa concretamente e cosa comporta portare all’interno delle organizzazioni una persona privata della libertà o che lo è stata fino a poco prima.
In poco meno di 6 mesi sono stati realizzati 4 intensi e partecipati momenti informativi attraverso i quali sono stati illustrati in modo esaustivo gli aspetti organizzativi e legislativi di reinserimento lavorativo per i carcerati, coinvolgendo anche realtà già attive localmente sia delle istituzioni, sia delle Direzioni del personale, che stanno già sperimentando buone pratiche.
Hanno preso parte a questi incontri più di 140 specialisti, tra cui anche molti associati di Aidp, desiderosi di comprendere come si può attivare un percorso virtuoso di valorizzazione e recupero attraverso il lavoro, con l’obiettivo di far diventare questi percorsi “normalità”.
Fondazione Aidp si è impegnata ad essere promotore e fare sistema su questo tema, che vede già tante aziende e tanti colleghi soci impegnati e che quindi possono diventare volano per un miglioramento reale delle condizioni delle persone, delle necessità delle aziende e della società civile.
Fare sistema significa essere un punto di riferimento e di crescita, portare tutti a parlare un linguaggio inclusivo, poter arrivare anche dove le informazioni non arriverebbero mai ed evitando ai pregiudizi che non ammettono il recupero e mantengono lo stigma, di incancrenirsi.
Riguardo l’obiettivo Recidiva zero per le persone private della libertà, il nostro sistema sociale deve fare ancora molto; il passaggio fondamentale è di tipo culturale ed organizzativo, ovvero occorre passare dalle esperienze progettali, che dimostrano l’esistenza i modelli capaci di recuperare i carcerati con una notevole riduzione della recidiva, alle azioni di sistema per cui si impostano nuovi modelli organizzativi per riportare le persone a voler cambiare la loro esistenza, creando percorsi di speranza.
Le sperimentazioni, seppure necessarie, non costituiscono però una leva di cambiamento culturale, che attorno al carcere, dentro e fuori, deve ancora avvenire. La prospettiva più promettente è quella di passare dalla sperimentazione positiva alla diffusione per imitazione ad ampio spettro, rendendo tali iniziative strutturali.
Le leve che più possono incidere positivamente sul recupero delle persone private della libertà sono quelle del lavoro, della formazione e dello studio, perché operano sul senso di ricostruzione identitaria della persona ed un suo normale reinserimento nella vita della comunità, a confronto con il prossimo, ma soprattutto a confronto con sé stessi e con la capacità/necessità di traguardare obiettivi dignitosi.
“Sprigionare le competenze”, il titolo che abbiamo dato a questi incontri, significa comprendere finalmente che la persona non è l’errore e che può dare alla società ancora tanto. Il lavoro è dignità e porta alla vita normale, mentre il non lavoro porta alla recidiva.
Fare sistema è la sfida che Fondazione Aidp ha inteso accettare firmando il protocollo con il Cnel, impegnandosi per diffondere un modello di “lavoro dignitoso e sostenibile”.
In questo solco Fondazione Aidp lavoro e sostenibilità ha recentemente firmato anche un protocollo d’intesa con Sli Sviluppo lavoro Italia - punto di raccordo tra ministero del Lavoro, Regioni e Province autonome – che si sostanzia nel mettere in contatto le aziende che desiderano assumersi delle responsabilità, sia nei confronti della società, sia dei più fragili, con chi rappresenta l’architettura istituzionale del mercato del lavoro italiano, perché la sostenibilità non si fermi ad essere solo un maquillage, ma diventi per molte aziende, sicuramente come per quelle del sistema Aidp, una volontà reale.
*Presidente di Fondazione Aidp lavoro e sostenibilità

