La vicenda trae origine dalla condanna, confermata dalla Corte d’appello di Milano, nei confronti del gestore di una cooperativa per il reato di sfruttamento del lavoro (articolo 603-bis del codice penale) e dell’ente per il correlato illecito amministrativo ex articolo 25-quinquies del Dlgs 231/2001. Secondo l’accusa, la natura subordinata dei rapporti lavorativi veniva mascherata dietro un fittizio inquadramento dei prestatori quali soci volontari, retribuiti mediante meri rimborsi forfettari in...
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