La prospettiva ispettiva delle nuove attribuzioni implicitamente assegnate all'INL dalla conversione in legge del decreto primo maggio sulla contrattazione di prossimità.

A quindici anni dall'introduzione della contrattazione di prossimità, la riforma del 2026 rafforza trasparenza e controlli, imponendo il deposito degli accordi, nuovi obblighi di informazione ai lavoratori e, nei casi di trattamenti peggiorativi nelle piccole imprese, la sottoscrizione presso l'Ispettorato del lavoro. L'obiettivo è contrastare il dumping contrattuale, garantire il rispetto dei requisiti di legge e rafforzare il ruolo ispettivo nella verifica della legittimità degli accordi.

Le specifiche intese si sottoscrivono ma non si raccontano

Il prossimo primo di agosto ricorrono i quindici anni dall'introduzione nel nostro ordinamento dell'art. 8 del D.L. 13 agosto 2011, n. 138, convertito dalla L. 14 settembre 2011, n. 148, in materia di sostegno alla contrattazione collettiva di prossimità, una norma che ha segnato una intesa stagione per le relazioni industriali italiane, entrate e mai uscite da un lento ma incessante processo di "aziendalizzazione" con evidenti e noti contraccolpi endoassociativi non del tutto ricomposti.

Fermo restando...

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