La nuova disciplina impone alle aziende una complessa operazione di bilanciamento tra esigenze solo apparentemente convergenti: da un lato quella di garantire effettività alla tutela antidiscriminatori e, dall'altro, nel contempo, di preservare la riservatezza delle informazioni economiche individuali
L'approvazione definitiva, da parte del Consiglio dei Ministri del 30 aprile 2026, del decreto legislativo di recepimento della Direttiva UE 2023/970 rappresenta uno dei passaggi più significativi degli ultimi anni in materia di trasparenza salariale, in quanto la nuova disciplina non introduce un mero obbligo informativo aggiuntivo, ma modifica profondamente il rapporto tra organizzazione aziendale, sistemi retributivi, gestione delle risorse umane e tutela dei dati personali.
Il vero elemento di...


