La deposizione testimoniale resa dal lavoratore in un processo che coinvolge il datore di lavoro costituisce adempimento di un dovere pubblico e non può, per il solo fatto di essere sfavorevole all'impresa, assumere rilievo disciplinare. Tale principio, tuttavia, non attribuisce al dipendente una generale immunità rispetto alle conseguenze derivanti da dichiarazioni consapevolmente o colpevolmente non veritiere.

Cass., sez. lav., ord. 22 settembre 2026, n. 25687

I fatti di causa e il giudizio di merito

Una lavoratrice veniva licenziata all'esito di una contestazione disciplinare relativa alle dichiarazioni da lei rese, in qualità di testimone, nell'ambito di un procedimento civile promosso dalla sorella nei confronti della società datrice di lavoro. In particolare, la dipendente aveva affermato che, in caso di malfunzionamento dei macchinari, esisteva una check-list da compilare, ma che tale procedura non veniva seguita perché la società non consentiva ai lavoratori di fermarsi per evitare l'emersione...

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