La domanda

Una società, Impresa S.r.l. (settore industria, oltre 50 dipendenti, datore di lavoro privato), è in attività dal 2006. Nel 2006 occupava meno di 50 dipendenti e, pertanto, non era tenuta al versamento del TFR al Fondo di Tesoreria per i lavoratori soggetti all’art. 2120 c.c.Nel 2025, Impresa S.r.l. ha in forza 59 dipendenti a tempo indeterminato full-time per tutto l’anno e, inoltre, 4 lavoratori intermittenti.In particolare, i lavoratori intermittenti sono:1. Pinco, intermittente a tempo indeterminato, con 20 giorni lavorati nel 2025 (alcune giornate con 1 ora di lavoro, altre con 8 ore); 2. Pallino, intermittente a tempo indeterminato, con 15 giorni lavorati nel 2025 (alcune giornate con 1 ora di lavoro, altre con 8 ore); Pallino ha inoltre avuto 3 giorni di indennità di disponibilità non lavorati; 3. Tizio, intermittente a tempo determinato, con 27 giorni lavorati nel 2025; 4. Caio, intermittente a tempo determinato, con 15 giorni lavorati nel 2025. Si chiede come debbano essere computati i lavoratori intermittenti e se il datore di lavoro abbia superato, per effetto di tale computo, la soglia dei 60 dipendenti, con conseguente ingresso nel 2026 nel Fondo di Tesoreria.

L’articolo 1, comma 203, della Legge 30 dicembre 2025, n. 199 (di seguito, Legge di Bilancio 2026), modifica il comma 756 dell’articolo 1 della Legge 27 dicembre 2006, n. 296, aggiungendo, in fine, i seguenti periodi: “con effetto sui periodi di paga decorrenti dal 1° gennaio 2026, sono tenuti al versamento del contributo di cui al presente comma anche i datori di lavoro che hanno raggiunto o raggiungono, negli anni successivi a quello di inizio dell’attività, la soglia dimensionale di cui al terzo...

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