La domanda
Il datore di lavoro mette a disposizione della generalità o di categorie di dipendenti, tramite regolamento aziendale (atto unilaterale), un credito welfare pari a 1.000 euro.Un dipendente intende utilizzare tale credito per acquistare un abbonamento in palestra, situata nei pressi dell’abitazione della suocera non convivente, alla quale non corrisponde assegni alimentari non disposti dal giudice, per la durata di due mesi (per un importo complessivo di 300 euro).Il dipendente ha concordato direttamente con la palestra il tipo di prestazione, sulla base delle esigenze specifiche della suocera (ad esempio un corso personalizzato con prezzo definito), e richiederebbe al datore di lavoro il pagamento della stessa in regime di non convenzionamento (fattura intestata al datore di lavoro, che risulterebbe anche soggetto pagatore, pur trattandosi di palestra non convenzionata).Si chiede se sia possibile gestire tale servizio nell’ambito del reddito di lavoro dipendente ai sensi dell’articolo 51, comma 2, lettera f) del TUIR.
Ai sensi dell’articolo 51, comma 1, del TUIR, costituiscono reddito di lavoro dipendente «tutte le somme e i valori in genere, a qualunque titolo percepiti nel periodo d’imposta, anche sotto forma di erogazioni liberali, in relazione al rapporto di lavoro». Pertanto, sia gli emolumenti in denaro, sia i valori corrispondenti ai beni e/o ai servizi percepiti dal dipendente in relazione al rapporto di lavoro costituiscono, in linea generale, redditi imponibili e concorrono alla determinazione del reddito...



