La domanda

Un dipendente di un’azienda cliente svolge il suo lavoro in un co-working nella città di residenza, diversa dalla sede dell’azienda. L’affitto viene pagato dal datore di lavoro. Va imputato un fringe benefit in busta paga? Va fatta qualche comunicazione particolare agli enti?

Il pagamento da parte del datore di lavoro di uno spazio di co-working utilizzato da un dipendente, che svolge l’attività nella città di residenza, pone il problema della sua qualificazione come fringe benefit e dell’eventuale esistenza di obblighi comunicativi verso gli enti. La soluzione dipende dalla funzione della spesa e dall’interesse cui essa risponde nell’ambito del rapporto di lavoro.

Premessa

Il quesito in questione, concerne la rilevanza fiscale e contributiva del costo sostenuto dal datore di lavoro...

Riproduzione riservata Ⓒ