Welfare

L’assegno unico universale cresce del 50% per i figli piccoli

Il disegno di legge di Bilancio prevede l’incremento nel primo anno di vita e fino al terzo nelle famiglie con almeno tre bambini e Isee fino a 40mila euro

di Barbara Massara e Matteo Prioschi

Dal 2023 l’importo dell’assegno unico universale sarà incrementato del 50% fino al compimento di un anno di età del figlio. Il medesimo incremento sarà esteso fino ai tre anni di età, limitatamente ai nuclei con almeno tre figli con un Isee non superiore a 40mila euro. Sono queste alcune delle principali novità introdotte alla disciplina dell’assegno unico universale dall’articolo 65 del disegno di legge di Bilancio 2023.

In primo luogo si interviene sull’articolo 4, comma 1, del decreto legislativo 230/2021 che fissa i valori della prestazione spettanti per ciascun figlio fino a 21 anni di età e per ciascun figlio disabile a prescindere dal requisito anagrafico.

Con l’aggiunta di una frase, si prevede, infatti, per ciascun figlio di età inferiore a un anno, un incremento del 50% dell’importo riconosciuto dal 1° marzo 2022. In pratica, fino al compimento di un anno del figlio, l’importo base, che va da un massimo di 175 euro (con Isee fino a 15mila euro) a un minimo di euro 50 (per Isee pari o superiore a 40mila euro o assente), è incrementato del 50%, arrivando così a un importo complessivo compreso tra 262,5 (175+ 87,5 euro) e 75 euro per ciascun figlio (50 + 25 euro).

Lo stesso incremento è applicabile «per ciascun figlio di età compresa tra uno e tre anni», ai soli nuclei con almeno tre figli e con un Isee fino a 40mila euro. Testualmente la norma riconosce il valore incrementato dell’assegno unico «per ciascun figlio», mentre sia nella relazione tecnica che in quella illustrativa al disegno di legge si legge «solo a partire dal terzo figlio». Inoltre la relazione tecnica afferma che l’incremento verrebbe riconosciuto fino ai 3 anni compiuti (quindi dovrebbe significare fino a 3 anni e 364 giorni).

Il nuovo incremento dell’importo base non sembra produrre alcun effetto sulla maggiorazione da 85 a 15 euro mensili, in funzione del livello dell’Isee, prevista dal comma 3 dell’articolo 4 del Dlgs 230/2021, che pertanto continua a essere riconosciuta a partire dal terzo figlio, così come espressamente previsto dalla norma.

Di conseguenza, ipotizzando una famiglia con un figlio di 6 anni, uno di 2 e uno di 10 mesi e Isee fino a 15mila euro, l’importo corrisposto dovrebbe essere di 175 + 262,5 + (262,5 + 85) euro, ipotizzando il riconoscimento della maggiorazione del 50% anche al secondo figlio.

Inoltre l’articolo 65, comma 2, del disegno di legge di Bilancio 2023 interviene sempre sull’articolo 4 del Dlgs 230/2021 stabilizzando gli incrementi introdotti dal decreto legge 73/2022 in favore dei figli disabili, in base all’allegato 3 del Dpcm 159/2013. Diventano strutturali le misure attualmente esistenti solo per il 2022 e vengono cancellate quelle che avrebbero dovuto diventare efficaci nel 2023.

In primo luogo i figli disabili di qualsiasi età, dall’anno prossimo, danno strutturalmente diritto a beneficiare degli importi dell’assegno unico indicati al comma 1 dell’articolo 4 (da 175 a 50 euro in funzione dell’Isee, eventualmente aumentato del 50%).

Dal 2023, in modo stabile, è riconosciuta, anche per i figli disabili fino a 21 anni di età, la maggiorazione prevista dal comma 4 dell’articolo 4, differenziata in funzione del grado di disabilità (105 euro in caso di non autosufficienza, 95 euro in caso di disabilità grave e 85 euro per disabilità medie).

In conseguenza della stabilizzazione degli incrementi e delle maggiorazioni in favore dei figli disabili maggiorenni, vengono abrogati i commi 5 e 6 dell’articolo 4 e cioè la maggiorazione di 80 euro dai 18 ai 21 anni di età e l’assegno mensile da 85 a 25 euro in funzione dell’Isee per gli over 21 anni.

Di conseguenza, ai disabili maggiorenni con le regole attuali, nel 2023, a titolo di assegno unico universale sarebbero stati riconosciuti:

tra 18 e 21 anni: 85/25 euro + 80 euro fissi;

da 21 anni: 85/25 euro.

Con le nuove regole, nel 2023 riceveranno i seguenti importi a titolo di assegno unico universale:

tra 18 e 21 anni: 175/50 euro più la maggiorazione 105, 95, 85 euro in base alla gravità;

da 21 anni: 175/50 euro.

Secondo la stessa logica, per i nuclei con almeno un figlio disabile, è stato reso strutturale l’incremento mensile di 120 euro riservato dall’articolo 5 del Dlgs 230/2021 alle famiglie con Isee fino a 25.000 euro che nel 2021 percepivano gli assegni nucleo familiare, incremento finalizzato a compensare l’eventuale perdita subita per effetto della mancata percezione degli Anf e delle detrazioni per figli fino a 21 anni, in quanto sostituiti dalla prestazione dell’assegno unico universale.

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