La contrattazione nazionale negli ultimi anni sì è fortemente orientata verso l'estensione del c.d. inquadramento unico: cresce l'omogeneità tra le regolamentazioni del personale operaio e impiegatizio estendendosi all'intera disciplina del rapporto di lavoro, anche normativa. Si stanno inoltre diffondendo i sistemi di inquadramento nazionale basati sull'identificazione del ruolo assegnato al lavoratore, a prescindere dalla specifica mansione svolta. La linea di tendenza più recente e innovativa assunta dai mansionari contrattuali nazionali, riscontrabile nei rinnovi di alcuni CCNL, sembra tuttavia consistere nel deferimento esplicito, alla contrattazione aziendale, della possibilità di introdurre modifiche del sistema di inquadramento nazionale, per adeguarlo alle specificità riscontrate nei singoli contesti. I rinvii, più o meno condizionati nei vari comparti, consentono varie soluzioni adattive e valorizzano il confronto sindacale, se correttamente sviluppato.
1. L'evoluzione della contrattazione nazionale sugli inquadramenti
Tra gli aspetti più frequentemente affrontati, in anni recenti, dagli accordi di rinnovo dei principali CCNL[1] rientra l'adeguamento dei sistemi di classificazione, i c.d. mansionari contrattuali nazionali, applicativi delle previsioni dell'art.96 delle disp.att. del codice civile, per il quale "Le qualifiche dei prestatori di lavoro, nell'ambito di ciascuna delle categorie indicate nell'art. 2095 del codice[2], possono essere stabilite e raggruppate per gradi secondo la loro importanza nell'ordinamento...


