Viene reintegrato e risarcito il lavoratore licenziato per superamento del periodo di comporto, benché sia affetto da patologie professionali croniche, che si riacutizzano di continuo. E ciò perché, mentre si trova ancora in servizio, chiede l’aspettativa non retribuita consentita dal contratto collettivo proprio per cautelarsi dal rischio di consumare il periodo massimo di conservazione del posto, a causa delle continue assenze per malattia
La vicenda di fatto
Con sentenza 15 febbraio 2021, la Corte d’Appello di Genova, ha annullato il licenziamento intimato il 18 febbraio 2019 dalla società datrice di lavoro ad un proprio dipendente (macellaio di III livello, con contratto part time verticale pari a 32 ore settimanali) per superamento del periodo di comporto, condannando la società alla reintegrazione e al pagamento di un’indennità risarcitoria. In questi termini, la Corte riformava la sentenza di primo grado, che, in esito a rito Fornero, aveva dichiarato...


